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Compagnie
AVIVA partner della rivista Idem
07/03/2011
Di Gigi Giudice
Nasce una nuova rivista, che eviterei di etichettare con il canonico
“di cultura & società” perché mi pare che
un quid restrittivo. Fin dal formato e dalla eleganza grafica (curata
da Andrea Benacchio) enuncia l’ambizione di volersi distinguere,
lasciare il segno. Dichiarazione programmatica: è munita del coraggio
di Cyrano di Bergerac, lo spadaccino che “alla fin della licenza,
tocca”. Da contrapporre ai troppi Capitan Fracassa che affollano
la scena del nostro assai avventurato Paese.
Il primo numero del bimestrale “IDEM” è
stato presentato il 22 febbraio alla Libreria Feltrinelli di via Manzoni,
a Milano. Operazione ripetuta il 28 a Verona. La città scaligera
è infatti sede della rivista ( edita da Casa dei libri Editore:
www.idem-on.net), emanazione dell’omonima associazione culturale,
avendo nella Banca Popolare di Verona il main sponsor.
La segnalazione dell’iniziativa al mondo delle assicurazioni è
dovuta in quanto c’è il gruppo AVIVA a condividere
il messaggio di promuovere confronti e favorire relazioni sul futuro.
Gruppo assicurativo che si propone come partner della rivista.
Andrea Battista, amministratore delegato di Aviva Italia, fa parte del
nutrito comitato editoriale in cui figurano, fra gli altri, Massimo Cacciari,
Angelo Panebianco e Camilla Baresani.
Direttore responsabile è Marco Moretti, vicedirettore Alcide Marchioro,
In redazione: Giulio Fezzi, Mauro Fiorese, Giandomenico Griso, Gaia Guarienti,
Paolo Zanini, Alessandra Zecchini.
“Italia in progress: la crisi che è, il Paese che sarà”
è il tema di questo numero d’avvio in cui il direttore, Vittorio
Emanuele Parsi (professore di relazioni internazionali e membro del Center
of Diplomacy and Strategy alla London School of Economics e del Gruppo
di riflessione strategica del Ministero degli Esteri), dichiara che in
una Italia che cammina riflettendosi nello specchietto retrovisore, IDEM
vuole provare a guardare avanti. A inseguire idee di futuro, fuori dall’autarchia
intellettuale e provinciale che ha limitato fin qui la cultura politica
nostrana.
Mentre la crisi sposta risorse di ricchezza e di potere oltre l’Occidente.
Occorre – ora che il tempo stringe – liberarsi dei luoghi
comuni, dirsi la verità, “nobilitare le persone, gli individui”.
Intenzioni encomiabili.
Che dovrebbero farsi largo nel panorama nazionale, dopo che al recente
Festival della canzone di Sanremo, conclusa l’emozionante lectio
magistralis di Roberto Benigni sull’Inno di Mameli, è stato
citato nientemeno che il testo “contro l’indifferenza”
tratto da “La Città Futura” di Antonio Gramsci.
Da interpretare come inatteso segno beneugurante??
L’umile scriba invita intanto a chi volesse avere elementi di interpretazione
sul titolo imposto alla neonata rivista di cimentarsi con il testo che
segue:
“IDEM. EM ID: ECCO, E’ LUI ECCOLO. LO RICONOSCO.
Identità: nome di relazione. Della più difficile delle
relazioni: quella di ogni individualità con se stessa attraverso
l’incontro e il riconoscimento dell’altro.
Ricerca interminabile, poiché il nostro vero nome ci è altrettanto
assente di quello dell’altro.
Eppure proprio le forme in cui svolgiamo questa ricerca sono ciò
che segna il nostro IDEM”.
E’ l’incipit, a firma Massimo Cacciari, che nelle pagine successive
si confronta nel dialogo sulla repubblica mancata con Angelo Panebianco
e Alberto Martinelli.
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