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La
gestione dei sinistri nell'assicurazione della Responsabilità
Civile
Massimo
Bertaglia
ottobre
2009
€
35 IVA inclusa

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Lampiezza delle tematiche riguardanti la RC Generale
e la complessità del quadro normativo di riferimento,
fanno di questa copertura una delle materie più articolate
del panorama assicurativo.
Quale logica conseguenza, il momento della gestione e liquidazione
può diventare un vero e proprio rompicapo per coloro
che, a vario titolo, sono interessati ai relativi sinistri.
Come si distingue la questione della validità della
garanzia assicurativa rispetto a quella connessa allaccertamento
della responsabilità oggetto della polizza? Quali sono
i riferimenti del contratto assicurativo che vengono presi
maggiormente in considerazione per la gestione del sinistro?
Quali elementi governano la tempistica della pratica
di sinistro?
Questi sono gli interrogativi fra i più frequenti per
tutti coloro che si trovano a dover affrontare un sinistro
di RC, per il quale si aspettano unadeguata tutela
assicurativa.
Il tema e gli argomenti trattati forniranno alle varie parti
interessate gli strumenti di base per poter meglio comprendere
le logiche di funzionamento delle polizze di RC in caso di
sinistro, in modo da poterne correttamente ed efficacemente
utilizzare i benefici in termini di garanzia del patrimonio
di colui che è chiamato a risarcire un danno.
Tematiche
affrontate
1. Principi legali della RC
Distinzione far RC contrattuale ed extracontrattuale
- Particolarità: la responsabilità indiretta
(presunta/aggravata)
Lobbligazione risarcitoria e la garanzia patrimoniale
per il relativo adempimento
Gli elementi costitutivi dellillecito civile
- cenni a:
- Il nesso di causalità
- Lelemento soggettivo
- Il danno
2. Caratteristiche generali della polizza RC verso Terzi
Loggetto dellassicurazione
Le esclusioni
Il trigger
La validità territoriale della copertura
La prescrizione nel contratto di assicurazione di RCT
La gestione della vertenza di danno
3. Lassicurazione di RC Generale (RCT)
Particolarità: loggetto dellassicurazione
e le esclusioni
Riflessi sulla gestione dei sinistri
- Le questioni in termini di responsabilità e di garanzia
assicurativa
- La gestione della vertenza di danno
4. Lassicurazione di RC verso i Prestatori di Lavoro
(RCO)
Specificità riguardanti:
- Cenni al regime specifico della responsabilità verso
i Prestatori di Lavoro
- Loggetto dellassicurazione e le limitazioni
della copertura assicurativa
- Le malattie professionali
La gestione del sinistro RCO
5. Lassicurazione RC Prodotti
Specificità riguardanti:
Cenni al regime della responsabilità secondo
il Codice del Consumo
- Loggetto dellassicurazione e le limitazioni
della copertura assicurativa
La gestione del sinistro RC Prodotti
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Modifiche
alla disciplina dell'attività di intermediazione
Arrigo
Nobile - Nidia Bignotti
settembre
2009
€
35 IVA inclusa

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Le novità introdotte alla disciplina dellattività
di intermediazione assicurativa e riassicurativa dalla modifica
del Regolamento ISVAP n. 5/2006.
Analisi di alcuni aspetti rilevanti
della disciplina a circa tre anni dalla sua introduzione.
Lattività ispettiva dellISVAP
presso gli intermediari assicurativi. Presupposti normativi
e procedure di accertamento.
Tematiche
affrontate
Le modifiche e le integrazioni al Regolamento ISVAP
n. 5/2006 apportate dal Provvedimento ISVAP del 2 luglio 2009
n. 2720
La nuova definizione di responsabile dellattività
di intermediazione svolta da società
Registro unico degli intermediari:
- il divieto di cumulo di iscrizione in più Sezioni;
- limiti e divieti alla collaborazione fra intermediari;
- avvio, modifica e cessazione del rapporto con lintermediario
iscritto nella Sezione E
Accertamenti ispettivi dellISVAP presso gli intermediari;
aspetti normativi e procedure
Principi di legalità e di proporzione del sistema
sanzionatorio: limiti alla possibilità di graduazione
e (in)giusta sanzione disciplinare
Le violazioni contestualmente sanzionabili con provvedimenti
disciplinari ed amministrativi-pecuniari
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Come
pianificare la successione del patrimonio
tramite le polizze vita
Massimo
Doria
aprile
2009
€
35 IVA inclusa

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Tutti gli intermediari conoscono una grande peculiarità
delle polizze vita: le somme erogate sono esenti da imposte
di successione. Pochi, però, sono in grado di farle
apprezzare e di esaltarne i benefici.
Le cause di questa carenza trovano fondamento in una scarsa
conoscenza delle problematiche successorie, delle donazioni
e dei patti di famiglia che - se invece fossero conosciute
- permetterebbero allintermediario di fornire consulenze
di elevato profilo professionale, facendolo preferire alla
concorrenza, anche al di là dei costi delle singole
polizze.
La capacità infatti di offrire concrete soluzioni
personalizzate in varie problematiche nelle quali tutti
prima o poi si dovranno confrontare offre un vantaggio decisivo
nelle trattative di vendita.
Le polizze vita permettono di pianificare in vita leredità
da destinare ai successori, di equilibrare il patrimonio,
di tutelare gli eventuali soggetti più deboli, quali
figli minori, handicappati, ecc..
La clausola beneficiaria consente tra laltro di privilegiare
direttamente un erede o una terza persona (nel rispetto delle
norme relative alla legittima).
La conoscenza della materia inerente a successioni, donazioni
e patti di famiglia darà modo di acquisire gli indispensabili
strumenti conoscitivi per affrontare il cliente in maniera
professionale su un tema tanto importante quanto assai
poco conosciuto dalla maggior parte degli operatori del settore
assicurativo.
E permetterà di sviluppare il ramo vita in un modo
nuovo offrendo soluzioni concrete che, al di là del
costo delle polizze, permetteranno di aggredire con successo
nuovi target di clientela.
Tematiche
affrontate
Le assicurazioni vita classificazioni
Il contraente lassicurato il beneficiario
La fiscalità delle polizze vita
La successione:
cenni storici sulla successione
i vari Decreti Legge
il grado di parentela
la successione - legittima - testamentaria - necessaria
erede e legato
lindegnità a succedere
la sostituzione, la rappresentazione e laccrescimento
accettazione delleredità e rinuncia
nullità, annullabilità, caducità
del testamento
i legittimari e tabelle
la riduzione, la restituzione, la commutazione
Le donazioni:
la forma della donazione
il donante ed il donatario
la revoca della donazione
la collazione
la riduzione e la restituzione
le donazioni escluse
le donazioni indirette
le donazioni alle associazioni e deducibilità
dal reddito
i termini di legge
la comunione e la separazione dei beni
le aliquote della successione e donazione
la finanziaria 2007 e 2008 con le ultime novità
I patti di famiglia:
i patti di famiglia definizione ed obiettivi
i partecipanti al patto di famiglia
Esempi pratici applicati sulle polizze vita
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La
polizza Guasti Macchine
Giorgio
Pennazzato
giugno-luglio
2008
€
35 IVA inclusa

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Sono
passati parecchi anni da quando la Vulcan Boiler (poi divenuta
National Vulcan) da semplice società di manutenzione
caldaie è diventata compagnia dassicurazione
dedita alla new-coverage Guasti Macchine.
In Italia questa forma di assicurazione ha stentato ad affermarsi.
Eppure è di fondamentale importanza per creare il supporto
operativo della polizza danni indiretti da
Guasti Macchine, appunto. Basti pensare che in ogni azienda
vi è la parte destinata ai servizi (cabina elettrica,
centrale termica
), centro propulsore di ogni azione
produttiva. Un sinistro a tale centro comprometterebbe tutta
lattività aziendale.
Accanto ai rischi tradizionali dellincendio, si fanno
sentire i danni creati dallerrata manovra o dallimperizia
degli operai, le rotture dovute a vizi di materiale o a mancanza
dacqua, i guasti da sovraccarico o forza centrifuga
E
così via, perché la Guasti Macchine è
una polizza di tipo all risks in cui sono coperti
tutti i danni materiali e diretti non esplicitamente esclusi.
Il mercato italiano offre anche unalternativa in formato
ridotto: la polizza Fenomeno Elettrico dellintera
Azienda, quando la consistenza e limportanza dei
macchinari elettrici sono tali che non sono garantiti a sufficienza
dalla semplice clausola fenomeno elettrico della
polizza Incendio.
Di particolare interesse i criteri con cui si fissa la
somma assicurata e si indennizzano i sinistri: valore
di rimpiazzo a nuovo; costo della riparazione oppure valore
allo stato duso. Quali le motivazioni che hanno spinto
lassicuratore a questo modus operandi?
E sentita sempre più spesso lesigenza di
inserire la copertura Guasti Macchine nellambito di
una polizza all risks. Quali i limiti, lutilità,
il modo?
Tematiche
affrontate
Le assicurazioni di macchine a correnti deboli
e a correnti forti
Forma all risks e fenomeno elettrico dellintera
azienda
I rischi coperti e le esclusioni
Condizioni particolari per macchine particolari
Estensioni di garanzia
Somme assicurate, franchigie, limiti di indennizzo
Criteri di indennizzo: danni parziali e totali
Esempi applicativi: servizi generali, reparti produttivi,
magazzino
Il rischio guasti macchine inserito in
una polizza all risks (danni materiali e diretti)
Danni indiretti da Guasti Macchine
Il mercato italiano GM
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Lassicurazione
dei
Rischi Industriali
Giorgio
Pennazzato
giugno-luglio
2008
€
35 IVA inclusa

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Accanto
ai criteri ereditati dalla famosa tariffa blu,
espressione del momento storico dominato dal monopolio del
Concordato Italiano Incendi, nel mercato italiano più
recente si sono sviluppate ed imposte nuove direttrici assuntive.
Non conta più solo la rispondenza dellazienda
a determinati canoni costruttivi e operativi, valutati da
una specie di tariffa di riferimento, ma bensì e molto
di più la prevenzione e la protezione dei beni aziendali.
Ha assunto unimportanza sempre più notevole il
peso del cosiddetto rischio soggettivo,
ovvero la selezione della clientela: attività
e posizione economica dellassicurato, rapporto tra assicurato
e suoi collaboratori, rapporti con fornitori e clienti. Molto
volte sono proprio le suddette variabili a determinare la
effettiva qualità del rischio!
Nel formulare e costruire il testo di polizza occorre descrivere
correttamente il rischio, pena lapplicazione di riduzioni
o annullamenti di indennizzo.
E se la responsabilità della inesatta descrizione
del rischio dovesse ricadere sullintermediario?
La copertura base, fondata sui rischi flexa, si
è sempre più arricchita di clausole che vanno
ponderate: leeway clause, selling price, maggiori costi, buona
fede
Il passaggio infine dalle forme named perils alla
forma all risks, cosa ha cambiato nel funzionamento
della polizza? Ha senso rilasciare coperture in D.I.C. o D.I.V./D.I.L.
?
Cosa comporta ladozione della clausola valore
a nuovo, in sede assuntiva e poi liquidativa?
Tematiche
affrontate
Criteri tecnici per lassunzione dei rischi: lobbligo
della esatta rappresentazione del rischio
Dichiarazioni implicite ed esplicite rese dal Contraente;
dichiarazioni inesatte e reticenti
Aggravamento del rischio
Suggerimenti formali per evitare penalizzazioni sostanziali
Clausola buona fede
Appunti migliorativi su pagamento del premio, diminuzione
del rischio, recesso, tacita proroga, foro competente
Definizione esaustiva di fabbricato, macchinario e
merci
Ubicazione del rischio e attività dichiarata
Oggetto dellassicurazione; costi e spese non
assicurati ex art. 11
Implementazioni di routine e non
Valutazione del rischio soggettivo
I rischi sociopolitici ante e post 11 settembre
Dolo e colpa grave
Estensioni di garanzia
Coperture in differenza di condizioni, limiti e somme
assicurate
Proporzionale e leeway
Valore a nuovo
Prevenzione e protezione
MUR ed MPL
Forme non professionali di copertura dei danni indiretti
Differenza tra danni consequenziali e indiretti
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Autonomi
e professionisti:
quali protezioni hanno
contro i rischi della vita?
ll
software R.M.P. quale ausilio agli intermediari assicurativi
nella determinazione dei deficit
di protezione del welfare state
Alberto
Cauzzi
giugno
2008
€
35 IVA inclusa

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Le
nuove regole, in vigore ormai da quasi un anno,
impongono agli intermediari un nuovo modo di fare assicurazione,
anche nel settore delle coperture dei rischi persone.
Se lindividuazione in astratto delle esigenze dei clienti
in tema di coperture di rischio (vita, infortuni, malattia)
è agevole, non così è farlo in concreto,
dovendosi tenere conto della protezione che il singolo prospect
fruisce da INAIL e INPS o, trattandosi di liberi professionisti,
dalle rispettive Casse professionali.
Detto in altri termini, unofferta assicurativa non
può essere adeguata ed appropriata se non viene formulata
conoscendo prima le prestazioni del welfare state, e facendole
conoscere al cliente, quanto meno nei casi più
gravi (morte, invalidità, ecc.),che possono verificarsi
tanto nella vita lavorativa quanto in quella extralavorativa.
È dunque fondamentale per lintermediario assicurativo
possedere gli strumenti conoscitivi ed operativi per poter
fornire ai prospect le risposte quali-quantitative indispensabili
per passare da una prestazione di mera vendita alla consulenza
professionale che viene pretesa dagli intermediari dalla Direttiva
europea, dal Codice delle Assicurazioni e dal Regolamento
ISVAP.
Si
intende quindi dimostrare come forrmulare, tramite lapplicativo
R.M.P., in uno o due minuti al massimo, un report delle principali
prestazioni assicurate al cliente dal welfare state o dalle
Casse professionali.
Tematiche
affrontate
Introduzione
Gli scenari del rischio
Lapproccio al cliente secondo le nuove regole
dellintermediazione: verso una consulenza consapevole
La previdenza pubblica per infortunio e malattia: i
lavoratori autonomi e dipendentI
Analisi delle prestazioni della pensione ai superstiti
ed invalidità: requisiti, integrazioni ai minimi, riduzioni
Il calcolo dellimporto della pensione di invalidità
e superstiti: sistema retributivo e contributivo
Altre pensioni integrative
Rendite dellassicurazione obbligatoria infortuni
Le attività rischiose, i soggetti assicurati
Le casse professionali: tratti comuni ed alcuni esempi
Le attività rischiose, i soggetti assicurati
Altri dettagli sulle pensioni
Non cumulabilità di rendite e pensioni
Pensioni di invalidità civile a carico dello
stato
Fiscalità delle prestazioni
Lo human life value: dal gap di rendita al capitale
equivalente
Il software di analisi dei bisogni della persona RMP
Casi di esempio
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Risk
Management Persone
Lofferta
integrata infortuni, malattia, vita
Michele
Lomazzi
maggio
2008
€
35 IVA inclusa

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Il
mercato assicurativo italiano si distingue in Europa per la
scarsa diffusione delle polizze infortuni, malattia e vita
nel settore retail. Ma lo sviluppo futuro non
può che passare per la crescita di questo segmento
in un quadro che assomma oggi diversi nuovi fattori concomitanti:
apertura al plurimandato (ampliamento offerta da parte dellintermediario),
rescindibilità annuale (ricerca migliori condizioni
da parte del cliente), evoluzione del welfare
(alla ricerca di un difficile equilibrio tra servizi e risorse),
nuova normativa intermediari (offerta valutabile in termini
di adeguatezza e appropriatezza), il canale emergente della
banca-assicurazione, ecc.
La vecchia offerta per rami, prodotti e garanzie non è
più sufficiente. È quindi necessario ripensare
le modalità di offerta dei prodotti assicurativi attraverso
i principi del Risk Management adottando un processo che prima
porti il cliente ad acquisire consapevolezza dei rischi e
del proprio GAP previdenziale e di protezione, da colmare
poi attraverso la programmazione delle scelte assicurative
di protezione e di risparmio/investimento.
Una decisione dacquisto non facile per il cliente, da
prendere in condizioni di incertezza, in un contesto normativo
e sociale in evoluzione, e con informazioni non sempre correttamente
percepite ed interiorizzate, però sostenuto e accompagnato
in questo compito dal nuovo ruolo del consulente assicurativo,
che non vende più un prodotto, ma che prima
individua le esigenze, presentando poi una soluzione
integrata adeguata.
Si è quindi cercato di fornire i principi fondamentali,
gli strumenti di analisi e le modalità di costruzione
di unofferta per la completa gestione dei rischi della
persona (longevità e morte, non autosufficienza, protezione
del reddito ed erosione del patrimonio).
Tematiche
affrontate
Lo scenario attuale: rischi ed assicurazione infortuni
malattia e vita. Cenni sulla previdenza complementare.
La nuova normativa intermediari: unopportunità
per proporre meglio i prodotti assicurativi.
Il Risk Management come nuova modalità di approccio
al cliente: prendere oggi una decisione (di acquisto) per
protezione da rischi futuri in condizione di incertezza.
Quali sono i rischi da gestire con una visione prospettica:
longevità, morte, non autosufficienza, protezione del
reddito e del patrimonio.
Lindividuazione dei rischi del cliente: il questionario
di adeguatezza quale strumento di analisi.
La valutazione del GAP previdenziale e di protezione:
risorse necessarie e risorse disponibili.
Gli elementi dellofferta assicurativa alla persona:
quale prodotto con quale finalità.
Il trattamento assicurativo del rischio: il modello
di offerta, da prodotto a soluzione integrata.
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Il
Rischio Ambientale
Come
stabilire il profilo di rischio e proporre le relative soluzioni
assicurative
Massimo
Bertaglia
aprile
2008
€
35 IVA inclusa

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Le
previsioni del Decreti Legislativi n. 231/2001 (Responsabilità
amministrativo-penale dellImpresa) e n. 152/2006 (recepimento
della Direttiva 2004/35 CE) sottolineano la necessità
di approfondire il complesso tema della tutela dellambiente
e del trattamento assicurativo delle conseguenze dannose
in materia ambientale cercando di fornire una succinta
panoramica sui principali elementi del quadro normativo e
del cosiddetto Rischio Ambientale, approfondendo
in particolare la conoscenza delle soluzioni assicurative
praticate dal mercato.
Particolare attenzione verrà dedicata alle caratteristiche
delle polizze assicurative del settore ed alla recente evoluzione
dellofferta assicurativa in ambito italiano ed internazionale.
Considerata la normativa vigente in materia di offerta
adeguata, che caratterizza in modo stringente loperato
degli intermediari assicurativi, ci si curerà pure
degli approfondimenti tecnici riguardanti lo specifico settore,
mettendo a disposizione gli elementi fondamentali e le
peculiarità delle polizze assicurative Inquinamento
e fornendo il panorama delle più importanti categorie
dei prodotti assicurativi oggi disponibili.
Tematiche
affrontate
Normativa di riferimento
La direttiva 2004/35/CE
Altri principali riferimenti di legge
Il Rischio Ambientale
Lidentificazione del rischio
- la responsabilità civile verso terzi
- gli obblighi di legge (chi inquina, paga)
La misurazione del rischio
Le particolarità del trattamento assicurativo del
Rischio Ambientale
Definizioni assicurative
- linsediamento che origina linquinamento
Lavvenimento dellinquinamento (il decorso
del tempo)
- come avviene linquinamento
- condizioni conosciute e non
- linquinamento improvviso e quello graduale
Gli oneri connessi allinquinamento
- gli interventi di bonifica
- il danno alla biodiversità
Le polizze assicurative
Evoluzione del contenuto della copertura
- dalla polizza di R.C. al completamento con le garanzie first
party
I mercati assicurativi
- il POOL Italiano
- gli assicuratori extra POOL
Elementi di tecnica assuntiva per lassicurazione
del Rischio Ambientale
- in particolare: le informazioni preliminari ed il questionario
La tipologia delle coperture disponibili sul mercato
- il rischio dellattività (Pollution Legal Liability)
- particolarità: le attività riguardanti il
trattamento dei rifiuti
- i rischi riguardanti la cessione e riutilizzazione dei siti
inquinati
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Violazione
degli obblighi
riguardanti la sicurezza
del lavoro in caso di appalto: responsabilità e
corresponsabilità
Daniele
Campo
aprile
2008
€
35 IVA inclusa

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Prima
dei D. Lgs. 626/94 e 494/96, non esisteva nellordinamento
giuridico una normativa organica, che avesse ad oggetto la
regolamentazione della corresponsabilità per violazione
degli obblighi prevenzionistici in materia di sicurezza del
lavoro: in caso di appalto valeva la giurisprudenza che attribuiva,
di massima, tutte le responsabilità allappaltatore
o al subappaltatore, in quanto datore di lavoro, esonerando,
in linea di principio, il committente.
Gli atti normativi sopra richiamati hanno operato una vera
e propria inversione di rotta, in quanto, oggi,
il sistema delle prescrizioni antinfortunistiche, rispetto
al passato, prevede una più pregnante ed effettiva
forma di corresponsabilità tra lappaltatore ed
il committente.
La recente Legge n. 123/2007, inoltre, ha introdotto importanti
disposizioni in materia di sicurezza di immediata applicazione,
con lobiettivo di assicurare da subito una più
efficace tutela dei lavoratori.
Dalla violazione di norme prevenzionistiche, come noto, discende
la responsabilità del datore di lavoro e, oggi, in
caso di appalto di lavoro o di servizi, anche di soggetti.
Lampliamento delle prescrizioni in materia di sicurezza
del lavoro, dunque, aumenta i rischi di incorrere in responsabilità,
penali e civili.
E' quindi necessario aggiornare le conoscenze degli operatori
assicurativi in materia di sicurezza del lavoro e di corresponsabilità
dei diversi soggetti coinvolti negli appalti, rendendo a loro
assai più agevole prospettare ai clienti soluzioni
assicurative adeguate.
Tematiche
affrontate
Appalto, appaltatore e committente. Sintesi degli obblighi
prevenzionistici prima degli anni 90:
il principio delleffettività e responsabilità
dellappaltatore
la responsabilità ex art. 2087 del Codice Civile
i D.P.R. n. 547/1955, n. 164/1956, e n. 303/1956
la responsabilità del committente: culpa
in eligendo e culpa in vigilando
lingerenza del committente nel lavoro dellappaltatore
appalti interni o promiscui e responsabilità
del committente
appalti plurimi o scorporati e responsabilità
del committente
Il D. Lgs. 626/94:
lart. 7 e responsabilità del committente
i soggetti: committente, appaltatore e subappaltatore
lidoneità tecnico-professionale e linformativa
sui rischi
la cooperazione e il coordinamento
Il subappalto. Il D. Lgs. 494/96:
i soggetti: committente, appaltatore, subappaltatore,
direttore dei lavori, coordinatore per la progettazione, coordinatore
per lesecuzione
il piano di sicurezza e di coordinamento
La legge n. 123/2007:
notizia allINAIL in taluni casi di esercizio
dellazione penale
le modifiche al D. Lgs. 626/94
disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi
di lavoro
disposizioni per il contrasto del lavoro irregolare
e per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori
le modifiche allart. 83 del D. Lgs. 163/2006
le modifiche al D. Lgs. 231/2001
le modifiche allart. 1 della Legge 296/2006.
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Plurimandato:
opportunità e rischi per agenti e compagnie
Mario
Dal Cin - Nidia Bignotti
marzo-aprile
2008
€
35 IVA inclusa

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E
di comune conoscenza che dal 1° gennaio 2008 sono venuti
meno tutti vincoli di distribuzione esclusiva nei rami danni.
Gli Agenti sono quindi liberi di intrattenere rapporti con
quante Imprese vorranno. Ogni cambiamento, però,
genera opportunità e rischi. E dunque il momento
di fare il punto sulla situazione, giuridica e non solo, creata
dalla legge 40/2007.
Dallemanazione del D.L. n. 7 ad oggi, le imprese, nazionali
ed estere, si sono attrezzate per difendere le proprie reti
agenziali, e, al tempo stesso, per aggredire quelle della
concorrenza. A loro volta, gli Agenti stanno passando dalla
sterile euforia per la conquista del plurimandato alla concreta
valutazione delle possibili, ma non facili, scelte.
Gli interessi in gioco sono tanti e tali, comunque, che è
più che mai indispensabile ed urgente per gli Agenti
attingere ad una informazione professionalmente corretta ed
indipendente sullart. 5 della Legge 40, in particolare
sui diritti e doveri delle parti, su ciò che è
lecito e su quanto non lo è. Oltre, ovviamente, ad
essere informati su vantaggi e svantaggi del plurimandato,
su come si atteggia oggi e come evolverà il mercato
in futuro, ecc.
Tematiche
affrontate
PARTE I - Mario Dal Cin
Requisiti soggettivi ed oggettivi degli Agenti per trarre
vantaggio dal plurimandato
Vantaggi e svantaggi, in astratto, del plurimandato rami danni
La leva costituita dalla rescindibilità delle polizze
poliennali
Le compagnie ricercate dagli Agenti
Gli Agenti ricercati dalle Compagnie
Le prospettive, in chiave di plurimandato, offerte dallevoluzione
del mercato italiano
Il dovere del plurimandatario di prospettare al cliente il
migliore dei prodotti che ha a disposizione
PARTE II - Nidia Bignotti
Ambito di applicazione della nuova disciplina
La nozione di esclusiva
Effetti della nuova disciplina sui contratti di agenzia stipulati
dal 1 gennaio 2008
Effetti della nuova disciplina sui contratti di agenzia in
corso
Impatto sulle pattuizioni accessorie relative ai locali agenziali
Necessità di adeguare gli statuti delle società
agenziali
Libertà di concorrenza
Limiti alla libertà di concorrenza
Le intese restrittive della concorrenza
Gli accordi aziendali e la fidelizzazione della rete agenziale
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Capire
e vendere i prodotti finanziari assicurativi nel rispetto
della direttiva MIFID
Tutte
le novità introdotte dalla MIFID
e dal Regolamento Intermediari CONSOB
Massimo
Doria
marzo
2008
€
35 IVA inclusa

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Nel
2007, la produzione nuova vita polizze individuali è
diminuita del 15% rispetto al 2006. Il canale Agenti ha invece
subito solo una leggera flessione, grazie al lavoro nel Ramo
III e, più in particolare al robusto incremento delle
index linked (+29,6%) e delle unit garantite (+257%).
Tirano e tirano forte, dunque, i prodotti che, assieme a quelli
del Ramo V, sono assoggettati alla normativa MIFID e al Regolamento
Intermediari della CONSOB.
Con lintroduzione della nuova disciplina del rapporto
con il cliente-investitore, appare necessario che lintermediario,
per agire nel rispetto delle norme, acquisisca competenze
specifiche sulle principali caratteristiche tecniche dei prodotti
presenti sul mercato.
Lintermediario: consulente o collocatore? Nel primo
caso, egli dovrà sottoporre il cliente al test di adeguatezza;
nel secondo, al test di appropriatezza.
Ma prima ancora, lintermediario dovrà procedere
alla classificazione dei clienti (al dettaglio, professionali
o controparti qualificate) allinsegna di come coniugare
assieme il rispetto delle nuove regole con i costi
e lefficacia dellattività di vendita.
Senza trascurare le testimonianze del mondo finanziario riguardo
le migliori tecniche da adottare per lassunzione
delle indispensabili informazioni sensibili (reddito,
patrimonio, capacità di risparmio, impegni finanziari,
ecc.) dal cliente-investitore.
Tematiche
affrontate
La normativa MIFID - entrata in vigore l01/11/2007 -
e le nuove regole per la distribuzione di prodotti finanziari
ed anche assicurativi (unit index)
La circolare Isvap 551/D sulladeguatezza dei prodotti
assicurativi
Il nuovo prospetto assicurativo e le differenze fra i vari
rami assicurativi
Aspetti fiscali e giuridici: limpignorabilità
e linsequestrabilità e le tasse di successione
Caratteristiche dei prodotti elencati nel questionario MIFID
Il questionario MIFID - ladeguatezza e lappropriatezza
Gli elementi che entrano in gioco nella vendita di un prodotto
finanziario assicurativo:
- valutazione dei bisogni del cliente
- esigenze di vendita dellintermediario
- rispetto delle regole
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Le
polizze CAR/EAR
e Rischi Tecnologici
Giorgio
Pennazzato
marzo
2008
€
35 IVA inclusa

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Le
polizze CAR/EAR sono considerate, sotto il profilo
tecnico, una evoluzione delle coperture RCT, ma - in pratica
- vengono vendute solo se richieste dalla clientela. La mancata
offerta alla clientela di tali validissime coperture dipende
essenzialmente dalla loro insufficiente conoscenza da parte
degli intermediari, causata dallassenza di informazioni
da parte delle imprese assicuratrici.
Quanto ad ALOP e Garanzia di fornitura,
il deficit di conoscenza degli intermediari è massimo.
Per le assicurazioni per immobili da costruire, obbligatorie
per legge, gli operatori incontrano notevoli difficoltà
nel piazzamento dei rischi, e non solamente per quanto riguarda
le cauzioni.
Capire i problemi (veri) degli assuntori, è un passo
obbligato che lintermediario deve fare per ottenere
da loro risposte positive.
Tematiche
affrontate
Il passaggio dalle coperture named perils a quelle
all risks riguardanti beni in costruzione o beni
in esercizio
Il campo di applicazione delle polizze CAR e EAR e le cose
assicurabili
Rischi coperti e rischi esclusi - e le ragioni delle esclusioni
- delle due sezioni: danni alle cose e R.C.T.
Le estensioni di garanzia - La responsabilità incrociata
- Assicurati terzi tra loro
La compilazione della scheda di polizza, la determinazione
delle somme da assicurare alle varie partite; la durata e
le proroghe
Il periodo di manutenzione, in forma ridotta ed in forma estesa
La valutazione dei rischi
Differenze tra CAR e EAR e loro prosecuzione
Decennale postuma: forma risarcitoria e forma indennitaria
La portata dellart. 1669 c.c. - Gravi difetti
e parti destinate a lunga durata
Aggancio con la legge Merloni e con la legge 210 - Obblighi
assicurativi nella compravendita di immobili da costruire
Garanzia di fornitura: portata della copertura, limiti di
indennizzo, criteri di quotazione
ALOP: la copertura dei danni indiretti da ritardo nellesecuzione
dei lavori
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L'assicurazione
danni da interruzione di esercizio
Giorgio
Pennazzato
marzo
2008
€
35 IVA inclusa

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Lesistenza
di una valida copertura Danni Indiretti è
una delle più frequenti richieste che i partner esteri
rivolgono alle aziende italiane, in quanto essa garantisce
la continuità e la stabilità della produzione
e delle vendite. La medesima copertura, inoltre, viene sempre
più spesso pretesa alle PMI dagli istituti di credito,
sia ai fini dellaffidamento, sia per valutarne il rischio
di solvibilità, ai sensi delle norme Basilea
2.
È altresì dimostrato che uninterruzione
dellattività produttiva di qualche mese determina
quasi sempre la chiusura dellazienda priva di valida
copertura Danni indiretti.
Il rischio dunque esiste ed è grande.
Per lintermediario, però, il problema è
costituito dal come trattare e proporre la Danni Indiretti.
L'obiettivo è fornire le indicazioni essenziali a risolverlo
positivamente.
Tematiche
affrontate
Il ruolo svolto dalla copertura danni indiretti
Evoluzione nel tempo: dallindennità aggiuntiva
alla LOP, alla diaria, alla MdC - Margine di Contribuzione
La relazione tra la polizza di riferimento e quella
Danni Indiretti: esempi di danno a seconda della
tipologia della prima
Il concetto di MdC e come si calcola la somma assicurata a
partire dal bilancio dellazienda da assicurare
La regolazione annuale del premio e loperatività
dellart. 25 delle C.G.A.
Le tre categorie di esclusioni
Le estensioni di garanzia: fornitori, clienti, interdipendenza,
autorità pubblica
Esempio di liquidazione di un danno : perdita di MdC e spese
supplementari
Periodi di indennizzo e franchigia
Schema da impiegare per la quantificazione dellindennizzo
dei danni indiretti
Problemi:
- quando il bilancio dellazienda da assicurare è
in passivo
- quando lazienda è appena sorta
- quando non vi è la ripresa dellattività
dellazienda assicurata dopo il sinistro
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La
gestione della relazione
con
il cliente
Il CRM (Customer Relationship
Management)
di agenzia.
Carlo
Severi
novembre
2006
€
35 IVA inclusa

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La necessità per le agenzie di implementare strategie
di CRM (Customer Relationship Management, letteralmente "Gestione
della relazione con il cliente") si rende sempre più
evidente in un contesto dove l'informazione diventa una risorsa
essenziale su cui fondare una presenza sul mercato di lungo
periodo, e dove la relazione con la clientela è alla
base della profittabilità aziendale. Nell'attuale scenario
di mercato sempre più competitivo, il successo dell'agenzia
si fonda sulla capacità di superare le aspettative
del cliente in termini di valore generato e livello di servizio.
Occorre quindi ripensare alle logiche di interazione con i
clienti. Chi sono, cosa vogliono, come servirli meglio. Sempre
di più la capacità di attrarre e mantenere nel
tempo i migliori clienti impatta in modo significativo sulla
redditività.
In questa prospettiva il CRM è l'insieme di strategie,
comunicazione, processi, cultura e tecnologia che consentono
alle organizzazioni di incrementare le performance ed aumentare
il valore attraverso una migliore comprensione dei bisogni
del cliente.
Con il CRM non è più il prodotto a detenere
il ruolo di protagonista per stimolare l'interesse degli utenti,
ma è il cliente ad essere posto al centro dell'attenzione.
I benefici per l'agenzia derivanti dallo sviluppo di queste
capacità consistono in:
-
Aumentare il fatturato: azioni di cross-selling e up-selling;
aumentare il numero di clienti; aumentare i clienti più
profittevoli; aumentare il tasso di retention dei clienti
riducendo il rischio di abbandono
- Ridurre i costi: ridurre il ciclo di vendita; ridurre i
tempi di interazioni con i clienti; ridurre i tempi di formazione;
aumentare l'efficacia delle azioni di marketing; aumentare
la job satisfaction (diminuire il turn-over e diminuire i
costi di selezione).
Tematiche
affrontate
Customer Relationship Management: dal marketing di prodotto
al marketing di relazione
Perché applicare il CRM in agenzia
Il portafoglio di agenzia, una miniera da esplorare: la pianificazione
quantitativa e qualitativa del portafoglio
Identifi care e conoscere il cliente. Ottenere i dati e le
informazioni utili
Analizzare le fonti di informazione e disegnare la strategia
di raccolta
Conoscere e condividere l'importanza dell'inserimento di un
set minimo di dati nel sistema informatico e realizzare azioni
per l'implementazione dei dati
Set minimo di dati necessario per la realizzazione di azioni
di marketing d'agenzia
Dati normalmente presenti: come incrementare i dati e gestire
il ritorno dalle azioni commerciali e dai contatti:
- Front office e back office
- Ritorni dalle vendite
- Azioni a tappeto
Differenziare i clienti: i dati significativi per la segmentazione
e l'attribuzione di valore
Come costruire un target clienti estraibile ed organizzare
i dati estratti
Saper utilizzare i dati estratti per creare iniziative commerciali
Il ciclo di vita del cliente
Costruire un programma relazionale per fidelizzare il cliente
La continuità di relazione con il cliente: patrimonio
economico d'agenzia
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